SPTS

LA SINDROME POST TRAUMATICA DA STRESS (SPTS)

Vivere momenti della nostra vita così difficili come la perdita di una persona cara in un incidente stradale, aver vissuto un esperienza potenzialmente mortale o che ha implicato una grave lesione, comporta inevitabilmente uno stato di sofferenza e di stress che deteriora il nostro benessere psicologico, quello fisiologico e la qualità dei rapporti sociali con le persone che ci circondano.

Gli psicologi definiscono con Sindrome Post Traumatica da Stress (SPTS) l’insieme delle forti sofferenze psicologiche che seguono un evento traumatico vissuto direttamente o indirettamente (se vissuto ad esempio da parente stretto o un amico).

Nel giro di pochi istanti le nostre vite vengono sconvolte dall’impatto di alcuni eventi che scatenano una forte e frequente ansia esaurendo le nostre risorse proprio quando abbiamo più bisogno di impiegare molte energie per adattarci e ristabilire un minimo equilibrio personale.

La SPTS è l’equivalente psicologico di una profonda ferita che richiede, come nel caso di una lesione grave, un intervento mirato e professionale per scongiurare peggioramenti, mitigare la sofferenza e rendere più efficace lo stabilirsi di una qualità di vita degna di questo nome.

Non tutte le persone reagiscono nella stessa maniera all’impatto traumatico di alcuni eventi della vita ma i “segnali” tipici della SPTS sono:

– rivivere, da svegli o durante il sonno (attraverso gli incubi), in maniera ripetitiva e intrusiva il ricordo dell’evento traumatico;
– uno stato mentale simile all’intorpidimento e/o alla confusione;
– la tendenza ad evitare tutto ciò che ricordi, direttamente o indirettamente, l’esperienza traumatica;
– iperattivazione sia psicologica che fisiologica caratterizzata da insonnia, irritabilità, ansia e tensione generalizzate.

Non è detto che questi “segnali” siano tutti vissuti dalla persona che soffre di STPS ma solitamente sono compresenti due o più di questi fattori.

Spesso le persone che soffrono di SPTS cercano “sollievo” (spesso peggiorando la situazione) facendo abuso di alcool, droga, farmaci e/o psicofarmaci.

E’ molto frequente che coloro che vivono questi momenti difficili si attribuiscano delle responsabiltà relativamente l’evento traumatico innescando “sensi di colpa” per come ci si è comportati (o per il non aver potuto evitare il fatto).

Può capitare che, in seguito all’evento traumatico, le tensioni familiari aumentino molto per la difficoltà riscontrata dai parenti nel rapportarsi con la persona con SPTS.

Una più efficace gestione dello stress incide sempre nelle qualità delle nostre vite ma nel caso del SPTS può fare la differenza tra vivere per molto tempo dolorosamente aggravando lo stato psicofisico della persona che ha vissuto il dramma e il vivere mitigando la sofferenza cercando di guardare anche “avanti” vivendo con maggiore serenità il proprio presente ed il proprio futuro.

Da tempo collaboro con il dr. Philip Zimbardo (professore presso la Stanford University, USA) che ha sviluppato un protocollo specifico per aiutare le persone con SPTS basate sul sua teoria Time Perspective Approach (“approccio della prospettiva temporale”). Sono il curatore di riferimento italiano (Italian service agent) e traduttore del testo “A Therapist’s Guide to The Time Cure” (Guida per Terapisti alla Cura Temporale) scritto dal dr. Philip Zimbardo, il dr. Richard Sword e Rosemary Sword.