IL RUOLO GRANDEMENTE SOTTOVALUTATO DELLO PSICOGASTROENTEROLOGO NEL SUPPORTO DEI PAZIENTI CON DISTURBI GASTROINTESTINALI

È già stato ampiamente dimostrato scientificamente che la gestione dello stress psicologico influenza la funzionalità gastrointestinale ma questa preziosa conoscenza, che identifica il ruolo specifico dello psico-gastroenterologo, continua a rimanere pressoché inapplicata a livello clinico limitando così significativamente l’efficacia del supporto fornito ai pazienti con disturbi gastrointestinali.

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L’eterogeneo insieme dei disturbi gastro-intestinali (Disorders of Gut–Brain Interaction, DGBI) colpisce circa il 40% della popolazione mondiale (Sperber et al., 2021), solo la Sindrome dell’intestino irritabile (IBS) è stimata essere di circa 14,1 % secondo una recente metanalisi che ha coinvolto 52 paesi basata sui criteri Rome III/IV (Arif et al., 2025).

Le complesse dinamiche croniche dei DGBI possono essere comprese unicamente all’interno del paradigma bio-psico-sociale (Agnoletti, 2025) ed in particolare da quello che si dovrebbe chiamare asse Microbiota-Gut-Brain-Mind (MGBM) e non semplicemente asse Microbiota-Gut-Brain o, in maniera ancora più riduzionistica, Gut-Brain (Agnoletti, 2023).

Qualsiasi altro paradigma conosciuto non è sufficientemente articolato per descrivere la complessità dei DGBI risulta infatti potenzialmente pericoloso, soprattutto dal punto di vista clinico, applicare paradigmi riduzionistici rispetto quello bio-psico-sociale.

Cercare di affrontare le problematiche croniche DGBI con “soluzioni” unicamente biologiche/molecolari risulta essere una forma di riduzionismo (purtroppo molto diffuso anche a livello clinico) che nega le evidenze scientifiche soprattutto relative l’impatto psicologico e sociale sulle problematiche DGBI.

Il modello bio-psico-sociale proposto dall’Organizzazione Mondiale della sanità (World Health Organization, 2001) e quello medico proposto da Engel (Engel, 1977) ci ricordano in quale contesto concettuale occorre esplorare le dinamiche eziopatologiche DGBI.

Nel paradigma bio-psico-sociale, il ruolo della gestione dello stress psicologico ha un impatto significativo sulle interazioni DGBI, infatti, si sono ormai accumulate evidenze scientifiche che hanno identificato i principali meccanismi attraverso i quali eventi mentali causano alterazioni gastro-intestinali incidendo significativamente sulla sintomatologia dei pazienti DGBI (Chang et al., 2024; Chrousos, 2009; Schneider et al., 2023; Tsigos & Chrousos, 2002; Wei et al., 2024).

L’asse Microbiota-Gut-Brain-Mind è caratterizzato da dinamiche bidirezionali, nel senso che la comunicazione tra la mente ed il microbiota avviene sia nella direzione “top-down” (Chang et al., 2024) che “botton-up” (Carloni et al., 2021), e multimodali perché avvengono attraverso una comunicazione che può essere sia neurale che endocrina.

Trattandosi di interazioni che coinvolgono sia cellule con DNA umano che cellule con DNA non-umano (microbiota), quando facciamo riferimento al concetto di benessere e salute sarebbe più opportuno parlare di organismo olobiontico (Agnoletti, 2021; Agnoletti & Fasano, 2025).

Dal punto di vista accademico, quindi, risulta quasi scontato che i fattori psicologici incidono sulle dinamiche gastrointestinali ma qual è la ricaduta clinica di queste evidenze?

Similmente ad altre problematiche che colpiscono milioni di persone, si veda ad esempio i disturbi tiroidei (Agnoletti 2025), le problematiche DGBI presentano il paradosso consistente nel fatto che pur essendo già disponibile una solida letteratura scientifica che dimostra il fondamentale ruolo della gestione dello stress psicologico sulle problematiche gastrointestinali, la ricaduta clinica di queste conoscenze risulta essere tuttora scarsa se non quasi assente.

Per quanto riguarda l’aspetto applicativo delle evidenze scientifiche che avvalorano il ruolo dello stress psicologico e sociale nelle dinamiche gastrointestinali, pressoché tutti i professionisti del settore (medici, gastroenterologi, psicologi, biologi nutrizionisti, ecc.) sostanzialmente si comportano come se queste conoscenze non fossero già disponibili.

I gastroenterologi, infatti, i medici cioè specializzati nella diagnosi ed il trattamento delle malattie del tratto gastrointestinale, pur essendo consapevoli della letteratura disponibile che dimostra che lo stress psicologico influenza le dinamiche gastroenteriche, non possedendo competenze specifiche relativamente lo stress psicologico, non includono nei loro protocolli questo aspetto importante né inviano il/la paziente al professionista sanitario competente in materia: lo psicologo.

Complice anche una cultura formativa che caratterizza le professioni biomediche che generalmente sovrastima l’influenza dei fattori biologici/molecolari rispetto quelli psicologici e sociali, la quasi totalità dei medici/endocrinologi e dei biologi nutrizionisti sottostimano grandemente l’importanza dell’impatto della gestione dello stress psicologico sulle problematiche DGBI.

La sottostima del ruolo dello stress psicologico sulle dinamiche DGBI è promossa soprattutto dagli psicologi e questo è, almeno in parte, paradossale.

La mancata consapevolezza da parte degli psicologi delle implicazioni dello stress psicologico sulle problematiche DGBI ha però ragioni diverse rispetto i colleghi dell’area biomedica.

Gli psicologi, infatti, pur provenendo da una cultura formativa che accetta l’esistenza di rapporti causali tra fattori psicosociali e quelli biologici, non conoscendo in genere la recente specifica letteratura scientifica che lega stress psicologico e problematiche DGBI sottostimano grandemente il ruolo stesso della loro professione nel supportare questa diffusa tipologia di pazienti.

Va detto che un importante eccezione a questo effetto paradossale della sottostima da parte degli psicologi alle problematiche DGBI è rappresentato dalla psicoanalisi e dalla psicosomatica che, pur essendo stati entrambi settori della psicologia storicamente importanti per il tentativo di integrare gli aspetti mentali con quelli corporei, sono entrambi molto fragili dal punto di vista metodologico, si basano più sull’osservazione aneddotica e la speculazione teoretica che sulla rigorosa metodologia scientifica sperimentale.

Il fatto di non essere solidamente aderenti alla letteratura scientifica rende sia il settore della psicoanalisi che la psicosomatica delle aree particolarmente autoreferenziali con una scarsa comunicazione con i colleghi del settore biomedica e con studi d’efficacia clinica difficilmente misurabili. 

Gli psicologi quindi, pur essendo i professionisti sanitari più qualificati e riconosciuti istituzionalmente per la gestione dello stress psicologico, in genere attualmente sottostimano grandemente il ruolo dei meccanismi ormai ben identificati dalla letteratura scientifica che dimostrano come lo stress psicologico impatta sulla qualità di vita e la salute dei pazienti DGBI.

La psicogastroenterologia è una disciplina interdisciplinare che studia e tratta la relazione tra processi psicologici e funzionamento gastrointestinale, all’interno del modello scientifico biopsicosociale.

Nata dalla convergenza tra la ricerca biomedica e psicologica dagli anni 70 del Novecento, rappresenta il tentativo di identificare scientificamente i meccanismi attraverso i quali la mente ed il sistema gastrointestinale comunicano vicendevolmente.

Attualmente sono veramente pochissimi gli psicologi che applicano il modello della psicogastroenterologia (si provi a fare una semplice ricerca sul web in lingua inglese e si troveranno solo poche eccezioni negli Stati Uniti ed in Australia) malgrado questo modello sia l’unico ad offrire una solida scientificità e la preziosa possibilità di comunicare facilmente con i colleghi dell’area biomedica (gastroenterologi, biologi-nutrizionisti, ecc.) perché fa sempre riferimento al comune asse Microbiota-Gut-Brain-Mind e quindi permette interventi integrati e maggiormente efficaci clinicamente nel supportare i pazienti DGBI.

Così come il gastroenterologo è lo specialista più adatto a occuparsi degli aspetti fisiologici legati alle problematiche DGBI, analogamente lo psicogastroenterologo è il professionista sanitario più indicato per migliorare la gestione dello stress dei pazienti DGBI.

Chiaramente il trattamento clinico degli aspetti fisiologici delle problematiche DGBI richiede specifiche competenze professionali da parte del gastroenterologo, similmente, anche l’intervento di gestione dello stress psicologico nel contesto DGBI effettuato dallo psicologo necessita competenze professionali specifiche, basate sulle conoscenze scientifiche attualmente disponibili, al fine di evitare interventi generici, non personalizzati e potenzialmente pericolosi.

Va ricordato che in Italia, lo psicologo è l’unico professionista sanitario riconosciuto e regolamentato per legge che si occupa del benessere e la salute psicologica attraverso modalità e strumenti delle scienze psicologiche, quindi, è la figura professionale più competente che si occupa di gestione dello stress psicologico (Ordine degli Psicologi, 2023).

In sintesi, la ricerca scientifica indica già con chiarezza quanto sia importante il contributo dello psicologo, e quindi dello psicogastroenterologo, nel fornire un valido supporto ai pazienti con disturbi gastrointestinali e per svolgere un’efficace attività di prevenzione, tuttavia, questo ruolo risulta ancora oggi poco riconosciuto e valorizzato, anche all’interno della stessa categoria professionale, a causa di una limitata consapevolezza di tipo formativo/culturale.

L’auspicio è che gli psicologi possano presto colmare questa carenza formativa, così da riuscire a raggiungere e aiutare concretamente milioni di persone che trarrebbero un significativo beneficio da uno specifico intervento psicologico abbinato naturalmente al già presente, ed altrettanto importante, supporto biomedico.

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Questo testo e' la traduzione in italiano del mio articolo "THE GREATLY UNDERESTIMATED ROLE OF PSYCHOGASTROENTEROLOGY IN SUPPORTING PATIENTS WITH GASTROINTESTINAL DISORDERS" pubblicato dalla rivista scientifica https://mkscienceset.com/articles_file/625-_article1759819100.pdf il 02/09/2025 DOI: 10.22541/au.175683915.56229297/v1  

Qui puoi scaricare l'articolo originale in inglese:

https://mkscienceset.com/articles_file/625-_article1759819100.pdf

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BIGLIOGRAFIA

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