COME LO STRESS PSICOLOGICO INFLUENZA LA TIROIDE

Ormai si sa che lo Stress psicologico che viviamo quotidianamente può influenzare diverse strutture del nostro corpo (cervello, stomaco, intestino, sistema immunitario, ecc.) ma sapevi che può disturbare il funzionamento della tiroide?
Ne hai mai sentito parlare? È molto probabile che la risposta a questa domanda sia purtroppo: no!
Fin dal 1825, grazie alle osservazioni del celebre medico inglese Caleb Hillier Parry, sappiamo che esiste un legame tra le alterazioni dell’umore (ansia, depressione, ecc.) e le disfunzioni della tiroide.
Caleb Hillier Parry fu il primo a segnalare una maggiore frequenza di quelli che all’epoca erano chiamati "disturbi nervosi" nelle persone affette da problemi tiroidei.
Le ricerche scientifiche più recenti hanno confermato questa correlazione, ma hanno anche ormai identificato i meccanismi causali bidirezionali tra gli stati psicologici e le alterazioni della funzione tiroidea.
La tiroide è una ghiandola endocrina localizzata nella parte frontale del collo, essa è responsabile della regolazione di diversi processi biologici fondamentali essenziali alla nostra sopravvivenza. Fino alla prima metà del Novecento non erano poche le persone che morivano di problemi dovuti a condizioni tiroidee.
Attraverso la produzione di ormoni, la tiroide influenza il metabolismo, la crescita dello scheletro e lo sviluppo sessuale, la regolazione della temperatura corporea, il ciclo sonno-veglia, oltre a numerose funzioni neurologiche e psichiche.
La tiroide è quindi una struttura fondamentale per il nostro metabolismo e il nostro benessere psicofisico generale.
In estrema sintesi, l'ipotalamo (un’importante struttura cerebrale) rilascia il TRH, un ormone che stimola le cellule tireotrope specifiche dell'ipofisi (un’altra struttura del sistema nervo centrale) a produrre il TSH. Quest'ultimo, a sua volta, è una molecola che promuove nella tiroide la sintesi degli ormoni tiroidei, elaborando due molecole, lo iodio e la tirosina.
La tiroide produce diversi ormoni, tra i quali la tiroxina T4 e la triiodotironina T3 (in un rapporto rispettivamente di circa 4:1) , che regolano molte funzioni corporee, tra cui il consumo energetico, la temperatura corporea e il battito cardiaco. Mentre la T4 rappresenta la forma potenziale ed inattiva perché non biodisponibile dell’ormone tiroideo, l’ormone T3 rappresenta la molecola nella sua forma attiva e funzionale nel cambiare lo stato di molte cellule del nostro corpo.
È importante notare che il numero associato alla lettera “T” degli ormoni tiroidei indica il numero di atomi di Iodio presenti nella molecola inoltre esistono anche gli ormoni T1 e T2, sempre prodotti dalla tiroide, la cui funzione tutt’oggi si conosce molto poco.
Quando l’organismo è in salute psicofisica ottimale la molecola TSH viene prodotta in una quantità ideale e, a livello periferico, una determinata quantità di ormone T4 viene trasformata (attraverso enzimi specifici) in T3 per soddisfare le richieste metaboliche contestuali (consumo di energia, ecc.).
Lo scorretto funzionamento della tiroide avviene nel momento in cui il TSH, o la conversione che avviene nel corpo dal T4 a T3, o entrambe queste cose, sono prodotte in quantità non corrette.
I motivi di questo sbilanciamento quantitativo degli ormoni tiroidei (in eccesso, si pensi al morbo di Basebow, o in difetto, si pensi alla sindrome di Hashimoto) possono essere molti e complessi perché coinvolgono sistemi anche distanti rispetto la tiroide (fegato, intestino, sistema immunitario, ecc.).
Chi soffre di problemi di tiroide spesso soffre di questi sintomi:
- Affaticamento persistente
- Difficoltà di concentrazione (“brain fog”)
- Aumento o perdita di peso
- Intolleranza al freddo
- Ansia, depressione o sbalzi d'umore
- Perdita di capelli
- Problemi digestivi
Generalmente, purtroppo anche la maggior parte di medici ed endocrinologi, pensano che il disturbo della tiroide dipenda solo da aspetti strettamente molecolari (come, ad esempio, la produzione di TSH, la presenza di Iodio, la produzione di T4, ecc.) quindi il trattamento che viene proposto si basa unicamente sulla somministrazione di molecole (artificiali o naturali) con l’intento di ripristinare l’equilibrio del funzionamento tiroideo.
In realtà la recente letteratura scientifica ha già ampiamente dimostrato che ad influenzare la tiroide sono anche fattori psicologici vissuti dal paziente.
Lo stress psicologico, infatti, attiva il noto asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA), alterando la produzione di cortisolo, il cosiddetto ormone dello stress, che interferisce:
- Riducendo la conversione dell'ormone tiroideo T4 in T3, causando quindi sintomi di ipotiroidismo funzionale come affaticamento, aumento di peso e difficoltà di concentrazione.
- Alterando la produzione di TSH (ormone tireostimolante) generato dall'ipofisi per regolare l'attività della tiroide.
- Determinando disbiosi intestinale, infiammazione sistemica e promuovendo quindi processi autoimmunitari come la tiroidite di Hashimoto, una condizione in cui il sistema immunitario attacca la tiroide, compromettendone la funzione.
Se la scienza ci ha già dimostrato che gli aspetti psicologici possono impattare fortemente sul funzionamento della tiroide perché la gestione dello stress psicologico non viene quasi mai considerata all’interno del trattamento clinico?
Un completo, corretto ed efficace trattamento del funzionamento della tiroide non può prescindere dall’analisi della gestione dello specifico stress psicologico che i pazienti tiroidei vivono.
L’analisi e la misurazione dello stress psicologico è un aspetto che solo uno psicologo professionista competente in materia può effettuare.
Se sei un paziente, stai soffrendo di problemi tiroidei e ti interessa migliorare la gestione dello stress psicologico, scrivimi qui: info@massimoagnoletti.it
Se sei un professionista e vuoi formarti relativamente come supportare in modo specifico, personalizzato e scientificamente provato i pazienti con problematiche tiroidee, scrivimi qui: info@massimoagnoletti.it

Dr. Massimo Agnoletti, dottorato di ricerca, esperto con esperienza pluridecennale nel supportare i pazienti tiroidei, esperto internazionale PNEI (Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia) e dell’asse MICM (Microbiota-Intestino-Cervello-Mente).

Mi chiamo Massimo Agnoletti, sono uno psicologo, un dottore di ricerca e uno specialista dello stress. Ho un'esperienza professionale internazionale, soprattutto negli USA, e da sempre ho la passione di studiare la psicologia scientifica per tradurla in modalità concrete ed applicabili al fine di migliorare il benessere delle persone.