
Diversamente da quanto finora creduto,
la letteratura scientifica degli ultimi anni
ha dimostrato che la terapia di esposizione,
ossia il ripetuto confronto con stimoli di per sé innocui
ma per il paziente fonte di ansia,
non comporterebbe una vera e propria cancellazione
della “memoria eccitatoria” bensì,
darebbe vita ad un nuovo apprendimento,
capace di interferire con essa e con la sua espressione:
un apprendimento, appunto, “inibitorio”.
Questa evidenza ha una serie di conseguenze
molto forti nel modo di supportare
le persone che soffrono di problematiche
legate all'ansia.
Da una parte queste nuove scoperte scientifiche
spiegano la bassa efficacia terapeutica (circa il 55%)
finora riscontrata dalla terapia espositiva classica che,
pur essendo una terapia d'elezione nelle problematiche
legate all'ansia, ha adottato largamente
il paradigma dell'abituazione,
dall'altra indica nuovi protocolli clinici,
all'insegna di un approccio integrato PNEI
(Psico-Neuro-Endocrino-Immunologico),
che malgrado siano molto diversi dai precedenti,
promettono un'efficacia terapeutica molto
più alta rispetto al passato
fornendo una nuova prospettiva
e nuovi strumenti operativi
ai professionisti.
Il prof. Emiliano Toso, il prof. Elio Carlo ed io,
abbiamo realizzato la Masterclass
"VERSO UNA NUOVA TERAPIA ESPOSITIVA
DI PRECISIONE"
dedicata proprio a questi argomenti
che rappresentano una nuova frontiera
per la Psicologia Clinica.
Si tratta deL PRIMO EVENTO IN Italia
sul Nuovo Paradigma Espositivo e
le sue numerose implicazioni cliniche.
dr. Massimo Agnoletti Ph.D.
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Sabato 10 Febbraio 2024:
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